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ILS Milano - International Language School

E-mail in inglese: gli 8 errori più comuni dei professionisti italiani

Le e-mail sono il testo in inglese che i professionisti italiani scrivono più spesso, e quello in cui gli errori si vedono di più: restano scritte, vengono inoltrate, finiscono al cliente. Dopo migliaia di e-mail corrette nei nostri corsi di Business English abbiamo raccolto gli otto errori più frequenti. Alcuni sono grammaticali, molti sono di tono.

1. L’apertura troppo formale (o troppo informale)

“Dear Sirs” a un collega con cui si scambiano dieci messaggi al giorno suona rigido; “Hi” a un cliente mai incontrato suona sbrigativo. In inglese la scala è più sfumata di quanto sembri: “Dear Mr Smith”, “Dear John”, “Hello John”, “Hi John”. La regola pratica: rispondere con lo stesso registro con cui si è stati salutati.

2. Tradurre le formule italiane

“In attesa di un Vostro cortese riscontro” diventa spesso “Waiting for your kind feedback”, che un madrelingua non scriverebbe mai. La versione naturale è semplice: “I look forward to hearing from you”. Lo stesso vale per “Con la presente” o “Restiamo a disposizione”: in inglese si va dritti al punto.

Mani sulla tastiera di un portatile con un client di posta aperto
Le e-mail restano: per questo gli errori pesano più che in una telefonata.

3. Il present perfect al posto del past simple

“I have sent the report yesterday” è l’errore grammaticale numero uno. Con un riferimento temporale preciso (yesterday, last week, on Monday) serve il past simple: “I sent the report yesterday”. Il present perfect va bene quando il momento non conta: “I have sent the report”, cioè è fatto.

4. Le richieste troppo dirette

“Send me the invoice” è grammaticalmente perfetto e culturalmente brusco. Gli anglofoni ammorbidiscono le richieste con “Could you”, “Would you mind”, “I was wondering if”. Non è ipocrisia: è il modo in cui la lingua segnala rispetto.

5. “Please find attached” senza allegato

Sembra una battuta, ma capita in una e-mail su venti. Consiglio pratico: allegare il file prima di scrivere il testo.

6. Confondere “actually”, “eventually” e “sensible”

I falsi amici sono infiniti. “Actually” significa “in realtà”, non “attualmente”; “eventually” significa “alla fine”, non “eventualmente”; “sensible” significa “ragionevole”, non “sensibile”. In un’e-mail commerciale il fraintendimento può costare caro.

7. Paragrafi lunghi senza struttura

Un’e-mail in inglese efficace ha un oggetto chiaro, una frase di contesto, la richiesta, la scadenza e la chiusura. Elenchi puntati e frasi brevi aiutano chi legge dal telefono, cioè la maggior parte dei destinatari.

8. Le chiusure improvvisate

“Best regards” funziona quasi sempre. “Kind regards” è leggermente più caldo, “Regards” più neutro, “Cheers” solo con colleghi con cui c’è confidenza. “Yours faithfully” e “Yours sincerely” sopravvivono solo nelle lettere formali britanniche.

La qualità delle e-mail migliora in poche settimane se il corso lavora sui testi reali dei partecipanti, non su esempi da manuale.

Nei corsi aziendali ILS il modulo “Effective e-mails” parte dalle e-mail che i partecipanti scrivono ogni giorno, anonimizzate. Per informazioni sui corsi di inglese per aziende o per un preventivo, contattaci.

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