I livelli CEFR spiegati alle aziende: cosa significa davvero B1, B2, C1
“Il candidato ha un inglese B2”: è una frase che HR e manager leggono ogni giorno nei CV. Ma cosa significa davvero? Il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, in sigla CEFR o QCER, è lo standard che usiamo per i test di livello, per formare i gruppi e per misurare i progressi. Ecco una guida pratica per capire i sei livelli dal punto di vista del lavoro.

A1 e A2: sopravvivenza e routine
Un A1 capisce e usa frasi elementari: presentarsi, chiedere informazioni semplici. Un A2 gestisce scambi brevi su argomenti familiari e routine di lavoro: prendere una prenotazione, leggere un’e-mail standard, dare indicazioni. Sul lavoro un A2 è sufficiente per compiti ripetitivi con formule fisse, non per una riunione.
B1: autonomia con limiti
Il B1 è il livello di chi se la cava: segue una conversazione su temi noti, scrive un’e-mail semplice ma corretta, partecipa a una riunione se gli altri non parlano troppo velocemente. Le lacune emergono nelle situazioni impreviste, nei registri formali e nella comprensione di accenti non standard. Per molti ruoli operativi è il livello minimo richiesto.
B2: il livello professionale
Il B2 è la soglia che la maggior parte delle aziende considera “buona conoscenza”. Un B2 interagisce con scioltezza con i madrelingua, sostiene le proprie posizioni in una discussione, scrive report chiari e capisce presentazioni e articoli tecnici del proprio settore. È il livello che permette di lavorare in una lingua straniera, non solo di comunicare.
C1 e C2: padronanza
Il C1 usa la lingua in modo flessibile ed efficace anche in contesti complessi: negoziazioni delicate, testi lunghi, sfumature e ironia. Il C2 è la padronanza quasi da madrelingua. Sono i livelli richiesti a chi gestisce relazioni istituzionali, contratti o comunicazione esterna in lingua.
Quante ore separano un livello dall’altro
- Da A1 ad A2: circa 100 ore di lezione guidata
- Da A2 a B1: circa 150 ore
- Da B1 a B2: circa 200 ore
- Da B2 a C1: circa 200 ore
Sono valori indicativi che dipendono dalla lingua, dall’età, dallo studio autonomo e dalla frequenza delle lezioni. Un corso aziendale di 60 ore non fa saltare un livello intero, ma produce progressi misurabili all’interno del livello, che nei report indichiamo come B1, B1+ e così via.
Perché il test di livello è così importante
L’autovalutazione è quasi sempre sbagliata: chi ha studiato la lingua a scuola tende a sovrastimarsi nella grammatica e a sottostimarsi nel parlato. Per questo il test ILS combina una prova scritta online e un colloquio con un docente madrelingua, e restituisce un profilo per abilità: comprensione, produzione orale, scrittura. Solo così i gruppi risultano davvero omogenei.
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