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ILS Milano - International Language School

Claire Moreau: il francese in aula virtuale, dieci anni dopo

Continua la serie di interviste ai docenti ILS in vista dei cinquant’anni della scuola. Claire Moreau insegna francese in ILS dal 2009 ed è la responsabile dell’aula virtuale: è stata lei, nel 2020, a guidare il passaggio dei corsi aziendali online. Le abbiamo chiesto cosa è cambiato da allora.

Claire Moreau durante una lezione online davanti alla lavagna
Claire Moreau durante una lezione in aula virtuale dalla sede ILS.

Claire, come sei arrivata in ILS?

Sono di Lione, ho studiato didattica del francese come lingua straniera e ho lavorato per alcuni anni nella formazione aziendale in Francia. Sono arrivata a Milano nel 2008 per motivi personali e ho iniziato a collaborare con ILS l’anno dopo. All’inizio insegnavo francese ai reparti export delle aziende del tessile e della moda, poi ho iniziato a coordinare i colleghi di francese.

Nel 2020 hai portato i corsi online in poche settimane. Come è andata?

Con molta fatica, all’inizio. Avevamo già una piattaforma e-learning, ma le lezioni live erano tutte in presenza. Nel giro di un mese abbiamo formato quaranta docenti sull’uso della videoconferenza e riscritto i materiali per lo schermo. La cosa che mi ha sorpreso è stata la reazione delle aziende: pensavamo che avrebbero sospeso i corsi, invece quasi tutte hanno continuato. Le persone avevano bisogno di un appuntamento fisso e di un contatto umano, anche a distanza.

Cosa hai imparato da quell’esperienza?

Che online non si può replicare la lezione in presenza: bisogna ripensarla. Le attività devono cambiare ogni dieci minuti, il docente deve far parlare tutti, le breakout room sono indispensabili. E i gruppi devono essere più piccoli. Le lezioni che funzionano meglio oggi sono quelle in cui il docente usa lo schermo come un’aula, non come un pulpito.

L’aula virtuale ha sostituito la presenza?

No, e non deve. Oggi circa metà dei nostri corsi aziendali è online, ma molte aziende scelgono formule miste: il gruppo si incontra in presenza una volta al mese e lavora online il resto del tempo. Per i team distribuiti su più sedi l’aula virtuale è l’unica opzione realistica, e i risultati sono paragonabili a quelli della presenza. Lo vediamo nei test finali.

Il francese oggi: chi lo chiede?

Il tessile, la moda e il lusso restano i settori principali, ma sono cresciute le richieste dalla logistica, dai servizi finanziari e dalle aziende con casa madre francese. E poi c’è la Svizzera: molte aziende lombarde e piemontesi lavorano con Ginevra e Losanna, dove il francese è la lingua degli uffici.

Un consiglio per chi deve imparare il francese per lavoro?

Parlare dal primo giorno, anche male. Gli italiani hanno un vantaggio enorme: capiscono il francese scritto quasi subito. Il rischio è che si accontentino di capire. Nei miei corsi la regola è che in ogni lezione ognuno racconta qualcosa del suo lavoro in francese, dalla prima lezione. Dopo tre mesi non hanno più paura.

Le altre interviste della serie sono nella categoria Interviste 50 anni di ILS. Per informazioni sui corsi di francese per aziende, contattaci.

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