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ILS Milano - International Language School

5 errori da evitare quando organizzi un corso di lingua in azienda

In cinquant’anni abbiamo visto corsi aziendali eccellenti e corsi che si sono spenti dopo due mesi. La differenza, quasi sempre, non sta nel docente o nei materiali, ma in cinque scelte organizzative che vengono fatte prima dell’inizio. Ecco gli errori più comuni e come evitarli.

1. Aprire il corso a tutti, senza test di livello

“Facciamo un corso di inglese per chi vuole”: il risultato è un gruppo di dodici persone dal principiante al C1, in cui i primi si perdono e gli ultimi si annoiano. Dopo un mese ne restano quattro. Il test di livello è la condizione per gruppi omogenei, e i gruppi omogenei sono la condizione per la frequenza.

Aula di formazione vuota con sedie a ferro di cavallo
Un’aula che si svuota dopo due mesi è quasi sempre il sintomo di un gruppo disomogeneo o di un orario sbagliato.

2. Mettere il corso in un orario sacrificabile

Il corso alle 18, dopo il lavoro, parte con entusiasmo e finisce con le scuse. Il corso in pausa pranzo compete con il pranzo. Gli orari che funzionano sono quelli protetti dall’azienda: a inizio giornata, oppure in una fascia in cui è vietato fissare riunioni. Il messaggio implicito conta: il corso è lavoro, non tempo libero.

3. Non definire un obiettivo

“Migliorare l’inglese” non è un obiettivo. “Gestire le telefonate con i fornitori senza passare dall’ufficio export” lo è. Un obiettivo concreto guida i contenuti, motiva i partecipanti e permette di misurare il risultato alla fine. Nei progetti ILS l’obiettivo viene scritto insieme al responsabile di funzione prima della prima lezione.

4. Scegliere in base al prezzo orario

Il prezzo orario è facile da confrontare ma dice poco. Le domande giuste sono altre: chi sono i docenti, come vengono formati i gruppi, cosa succede tra una lezione e l’altra, quali report riceve HR, come si misura il risultato. Un corso a basso costo che si svuota dopo due mesi costa più di un corso ben progettato che arriva in fondo.

5. Lasciare il corso senza un referente interno

Anche il progetto migliore ha bisogno di qualcuno in azienda che lo tenga vivo: che ricordi le date, che intervenga sulle assenze, che riceva i report e ne parli con i responsabili. Quando il referente manca, il corso diventa una faccenda privata dei partecipanti. Il coordinatore ILS lavora in coppia con il referente aziendale: due telefonate al mese bastano.

Bonus: pensare che il corso finisca con l’ultima lezione

La lingua si perde se non si usa. Un piano che prevede, dopo il corso, momenti di pratica (conversazione mensile, piattaforma e-learning, workshop) mantiene i risultati e riduce il bisogno di ripartire da capo l’anno dopo.

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